lunedì 21 novembre 2011

Carnevale dei Libri di Scienza #2: il gioco

Il poeta tedesco Friedrich Schiller sosteneva che “L'uomo è veramente uomo soltanto quando gioca". Il suo omonimo e connazionale Friedrich Nietzsche, in “Così parlò Zarathustra”, rafforzò il concetto dicendo che “Nell'uomo autentico si nasconde un bambino: che vuole giocare”

Parlando di scienza, poi, perderemmo inevitabilmente di vista qualcosa se non tenessimo in seria considerazione la prospettiva del gioco. Lo scienziato, normalmente, coltiva in sé lo spirito ludico e l’atteggiamento curioso del bambino che gioca, coniugandolo con una concezione più matura che aspira alla sintesi e alla visione d’insieme. A questo proposito, il fisico americano Isidor Isaac Rabi, premio Nobel nel 1944, disse che “La scienza è un grande gioco che ispira e tonifica, e il campo di gioco è l'universo stesso.”

D’altra parte, lo spirito giocoso è utile non solo per chi la scienza la fa, ma anche, e soprattutto, per chi la comunica. Il divulgatore non è uno che riferisce asetticamente i fatti di scienza: piuttosto, li racconta, o meglio li narra, possibilmente facendo leva sugli aspetti emozionali del pubblico per rendere il messaggio più efficace e stimolante. Ecco allora che la capacità di giocare con la scienza può diventare un’arma molto potente in mano al divulgatore, e un motivo di piacere per il destinatario della comunicazione.

E chi meglio dei bambini può recepire un messaggio scientifico se viene proposto in forma giocosa? Rosa Maria Mistretta, nel suo blog La scuola del sapere ci propone il suo libro “Il sole e la sua famiglia”: un testo illustrato per bambini, ma “utile anche per i grandi”, da leggere e disegnare, che introduce i piccoli lettori alla scoperta dell’astronomia. Il protagonista Speedy viene da mondi lontani per guidare i suoi piccoli amici all’interno del sistema solare: attraverso semplici giochi i bambini familiarizzano con la grande famiglia del Sole e imparano ad orientarsi tra pianeti, asteroidi e comete.


Sempre restando sul pubblico dei bambini e dei ragazzi, Tania Tanfoglio, dal vivace blog Science for Passion, segnala il “Manuale degli indovinelli” di Vezio Melegari, concentrandosi in particolare sugli indovinelli riguardanti la matematica. Ad esempio, il classico enigma della sfinge (“Qual è l’animale che all’alba cammina con 4 zampe, a mezzogiorno con 2 e alla sera con 3?”) è fatto di numeri. Ci sono poi rompicapi che hanno a che fare con le tabelline, come: “quante volte il 12 è presente nelle tabelline?”, oppure “la tavola delle tabelline è finita o infinita?”, e tanti altri indovinelli, per divertirsi e per scoprire che dei numeri non c’è da aver paura.


Il mitico Marco Fulvio Barozzi, meglio noto come Popinga, contribuisce a questo Carnevale con un originalissimo post dedicato nientemeno che a… Mamma Oca: “una vecchia palmipede che veste alla contadina, con un grembiule variopinto e il cappellaccio in testa, e che da secoli è conosciuta per la sua grande abilità di raccontare favole, filastrocche e nonsense ai bambini”. Popinga ci accompagna in un viaggio attraverso le apparizioni di Mamma Oca nel corso degli ultimi secoli: dalle fiabe di Perrault e le nursery rhymes inglesi fino alle novecentesche citazioni musicali dovute a Maurice Ravel e ai Jethro Tull. Ma… e la scienza che c’entra? C'entra, eccome! Nella raccolta di filastrocche “Mamma Oca e la scienza moderna”, pubblicata da Frederick Winsor nel 1958 con le eleganti illustrazioni di Marian Parry, la simpatica pennuta è presa a pretesto per parlare di temi scientifici con sottile umorismo.

Nel recensire “Come dire” di Stefano Bartezzaghi, il blog Notiziole di mau di Maurizio .mau. Codogno ci fa riflettere sul fatto che “chiunque abbia visto giocare dei bambini sa che il gioco è un'attività serissima”: e questo libro è serio proprio perché gioca con la lingua e con le parole. Non si tratta di un libro di grammatica, ci ammonisce .mau., e d’altra parte il sottotitolo dell’ultimo capitolo è "come fottersene della grammatica e vivere felici"…



Il blog Scienza Express di Daniele Gouthier, fondatore e artefice di questo Carnevale, recensisce un celebre libro dal titolo deliziosamente autoreferenziale: “Qual è il titolo di questo libro?” del poliedrico e geniale Raymond Smullyan.
Come dice Daniele, l’opera di Smullyan è un libro ma al tempo stesso un gioco: “una vera avventura della mente tra barzellette ed enigmi, giochi logici e aforismi, furfanti e cavalieri, Bellini e Cellini, Dracula e...”.
Come in ogni gioco che si rispetti, ogni capitolo è un mondo, con le sue regole e le sue sfide. E, ci assicura Scienza Express, quando siete dentro, volete "provare e riprovare, per essere sicuri che la vostra logica sia alla pari con quella dell'autore. In una parola, volete giocare.”

Ad un gigante come Smullyan mi piace affiancare un altro grande, il "giocoliere" della matematica Martin Gardner. A parlare di Gardner, questo mese, siamo addirittura in due: il sottoscritto, cioè Mr. Palomar, con il libro “Ah! Ci sono! Paradossi stimolanti e divertenti”, e Roberto Zanasi, detto Zar, con il suo blog Gli studenti di oggi parla di “The colossal book of short puzzles”.
Entrambi i testi sono raccolte di articoli scritti da Gardner tra il 1956 e il 1981 per la rubrica "Mathematical Games" dello "Scientific American" (nell'edizione italiana, la rubrica "Giochi matematici" della rivista "Le Scienze").
Il primo libro è una appassionante scorribanda attraverso i paradossi, tra logica, aritmetica, geometria, fisica e statistica. I divertenti disegni che corredano il libro aiutano il lettore a superare le difficoltà insite in alcuni dei concetti esposti.

Se, come scrivo nel mio post, il libro rappresenta un "affascinante universo tascabile", il libro recensito dallo Zar è un universo di grandi dimensioni: come recita il titolo, appunto un "libro colossale", nel quale sono raccolti tutti i quesiti "brevi" di Gardner apparsi sulle pagine dello "Scientific American". Gli enigmi sono stati classificati da Dana Richards rispetto al tipo di matematica necessaria per risolverli, e sono accomunati dal fatto che ciascuno di loro può essere risolto con una qualche osservazione intelligente (anche qui, la cosiddetta esperienza aha!).

La prossima edizione del Carnevale dei Libri di Scienza cadrà nel periodo natalizio. Quale migliore argomento, allora, di quello scelto da Claudio Pasqua che ospiterà il Carnevale nel suo blog Gravità Zero ? Il tema è infatti: “10 libri da regalare per Natale”.
Le vostre recensioni devono pervenire a Gravità Zero entro martedì 20 dicembre.
Trovate il calendario delle edizioni del Carnevale nel sito di Scienza Express.

Credo sia davvero tutto. Mr. Palomar vi saluta, felice di avere per la prima volta ospitato un Carnevale, e vi augura buone letture e buona scrittura sui libri di scienza!

giovedì 17 novembre 2011

I paradossi del Grande Giocoliere

Come ho talvolta ricordato in questo blog, molti sono gli alti esponenti (ops, ho detto proprio esponenti...) della divulgazione matematica, ma uno è il vero padre di tutti noi: il giocoliere dei numeri, il Maestro, il più grande di tutti.
Sto parlando ovviamente di Martin Gardner, scomparso un anno e mezzo fa all'età di 95 anni, autore di più di 70 libri, e celebre soprattutto per i suoi incantevoli articoli apparsi tra il 1956 e il 1981 nella rubrica "Mathematical Games" dello "Scientific American" ("Giochi matematici" nell'edizione italiana, cioè la rivista "Le Scienze").
Gli inesauribili giochi matematici di Gardner hanno affascinato generazioni di appassionati; e certamente moltissime persone hanno scelto di intraprendere una carriera matematica o scientifica grazie all'influenza dei suoi articoli.

Di Gardner si è detto molto (per la verità non abbastanza, dato che il suo nome non è poi così celebre al grande pubblico): e non mi dilungherò nel tessere le sue lodi, peraltro più che meritate.
La sua grande bravura è stata quella di saper coniugare il senso della bellezza della matematica con il divertimento del gioco.
"La matematica matemagica combina la bellezza della struttura matematica con l'efficacia spettacolare di un trucco da prestigiatore" scrisse in uno dei suoi primi libri (coniando tra l'altro il fortunato termine "matemagica").

Come scrive Maurizio Codogno in un suo post:
"Gardner non aveva una formazione matematica, e si può dire che si è fatto le ossa negli anni, affinando sempre più le sue conoscenze; ma soprattutto il suo grande contributo fu lo sdoganamento della matematica ricreativa, e la possibilità per molti matematici di professione di pubblicare i propri risultati non troppo accademici, rendendoli contemporaneamente noti al pubblico."

I numerosissimi articoli che Gardner scrisse per lo "Scientific American" sono raccolti, in edizione italiana, nei volumi di "Enigmi e giochi matematici": un testo fondamentale che ogni appassionato di matematica dovrebbe possedere.

Avevo quasi deciso di dedicare un post a questa celebre e deliziosa raccolta, e mi stavo già cimentando nella recensione, quando dallo scaffale della mia libreria un altro libretto di Gardner ha fatto capolino. Mi riferisco a "Ah! Ci sono! Paradossi stimolanti e divertenti" (nell'edizione originale "Aha! Gotcha. Paradoxes to puzzle and delight"): anche in questo caso una selezione di articoli usciti su "Scientific American".
Ebbene, alla fine ho scelto proprio questo libro, meno noto degli "Enigmi e giochi matematici", ma ricco della geniale brillantezza che contraddistingue ogni creazione di Gardner.
L'edizione che posseggo è quella della collana "Sfide matematiche" di RBA, uscita tre anni fa (pare che la prima edizione italiana, Zanichelli 1981, sia ormai introvabile)
Il libro è una piacevolissima carrellata di paradossi di ogni tipo, reali e apparenti che siano.
L'argomento è particolarmente accattivante, tanto è vero che sulla scia del libro di Gardner sono apparsi, in anni più recenti, altri testi abbastanza simili, di altri autori.

Nell'introduzione Gardner parafrasa la frase di Desdemona nell'Otello di Shakespeare ("Questi sono vecchi e amati paradossi per far ridere gli sciocchi in birreria") trasformandola in "Questi sono vecchi e amati paradossi per farci ridere all'ora di pranzo", e ci accompagna in un viaggio che inizia dai celebri e antichissimi paradossi logici, passa per l'aritmetica, la geometria, la probabilità e la statistica, per concludersi con gli strani paradossi che hanno a che fare con il tempo e con il moto.
Uno dei pregi del libro è rappresentato da un'infinità di disegnini divertenti che aiutano la comprensione del testo, a tratti non immediata data la difficoltà intrinseca di certe sottili tematiche.

Il lettore potrà quindi spaziare dal paradosso del mentitore a quello del barbiere, dai sogni di Alice e del Re Rosso ai numeri interessanti e non interessanti, dalle bizzarrie dell'hotel infinito alle magie delle matrici, dalla scala impossibile di Penrose alle curve frattali e ai nastri di Moebius, dal principio di indifferenza alla scommessa di Pascal, dal mondo piccolo alle cifre di pi greco, dai paradossi di Zenone alle macchine del tempo, fino ad arrivare alla relatività e a disquisizioni filosofiche sul caso e sul libero arbitrio.
Un affascinante universo tascabile, com'è ogni libro di Gardner.

lunedì 14 novembre 2011

Carnevale della matematica #43: goto Pitagora e dintorni

Per la prima volta il Carnevale della Matematica, giunto ormai alla veneranda età di 43 edizioni, è stato ospitato dal blog "Pitagora e dintorni" di Dioniso
Per l'occasione, il brillante blogger, che gestisce anche il famoso "Blogghetto", ha sfoderato una delle sue armi più invidiate: il famoso φιχιfonino oltretombale di Mηλον, che consente di effettuare collegamenti iperspazio-temporali retrogradi.
Grazie al mirabolante strumento, Dioniso si è messo in comunicazione nientemeno che con Pitagora di Samo, il mate-mitico nonché filosofo e teorico musicale dell'antica Grecia.

I contributi di questa edizione carnascialesca sono stati numerosi e di alto livello; solo Mr. Palomar, come spesso accade, è stato un po' taccagno, proponendo soltanto due post.
Per una strana coincidenza, i miei due articoli hanno riguardato entrambi due illustri dipartite: due giganti dell'informatica teorica (Dennis Ritchie e John McCarthy) che se ne sono andati nel corso del mese di ottobre, come ha fatto del resto anche Steve Jobs.

Buona lettura e buon Carnevale a tutti!

mercoledì 2 novembre 2011

Carnevale dei Libri di Scienza: coraggio, inviate i vostri contributi!

Come forse sapete, Mr. Palomar ospiterà la prossima edizione del Carnevale dei Libri di Scienza, e colgo l'occasione per ricordare a tutti gli amici blogger interessati a partecipare che i contributi vanno inviati al più presto al mio indirizzo paoloaless@gmail.com.
Il tema, come sempre non vincolante, è il gioco, inteso in qualsiasi delle sue molteplici accezioni.
Come ha scritto Daniele Gouthier, "vale tutto: libri giocosi e libri giocherelloni, libri di giochi e libri in cui si gioca, libri gioco e libri che ruotano attorno ai giochi."
Le segnalazioni saranno prese in considerazione se arriveranno entro il mezzogiorno di venerdì 18 novembre. Il Carnevale uscirà, puntuale e inesorabile, lunedì 21 novembre.

Ricordo, per chi non lo sapesse ancora, che il Carnevale dei Libri di Scienza è nato da una bella iniziativa di ScienzaExpress: qui potete trovare la prima edizione, e qui il calendario delle edizioni.
Questa nuova idea carnascialesco-scientifica si propone come un nuovo spazio in cui potete parlare dei libri di scienza che hanno lasciato in voi un segno e che per voi sono qualcosa di più che un insieme di pagine stampate. Con la ormai classica formula del carnevale, ogni mese potete partecipare con una o più recensioni, scegliendo se seguire o meno l'eventuale tema proposto.

Attendo copiosi i vostri brillanti contributi; cosa non meno importante, siamo alla ricerca di blogger volonterosi che si offrano di ospitare le prossime edizioni: se qualcuno vuole lanciarsi in questa avventura, si faccia avanti!
E buon Carnevale a tutti!