Post

Visualizzazione dei post da Settembre, 2013

Nomi di numeri - Parte terza (e imprevista)

Immagine
A proposito di "nomi di numeri", mi sono reso conto di aver tralasciato una citazione deliziosa e quanto mai pertinente, che non posso fare a meno di riportare.
Nel racconto "A inventare i numeri", tratto da "Favole al telefono" (Einaudi, 1962), l'inarrivabile Gianni Rodari ci mostra come sia possibile inventare nuovi e fantasiosi nomi per le quantità numeriche.

Ne riporto qualche frammento: il resto del racconto e delle altre favole lo potete trovare in libreria o in biblioteca.

- Inventiamo dei numeri?
- Inventiamoli, comincio io. Quasi uno, quasi due, quasi tre, quasi quattro, quasi cinque, quasi sei.
- È troppo poco. Senti questi: uno stramilione di biliardoni, un ottone di millantoni, un meravigliardo e un meraviglione.
- Io allora inventerò una tabellina:
   tre per uno Trento e Belluno
   tre per due bistecca di bue
   tre per tre latte e caffè
   tre per quattro cioccolato
   tre per cinque malelingue
   tre per sei patrizi e plebei
   tre per sette tort…

Parole informatiche: font

Immagine
In quella parte di gergo informatico che è divenuta ormai familiare per molte persone anche non "addette ai lavori", una delle parole più frequenti è "font". Il termine, entrato prepotentemente da anni anche nel dizionario italiano, è di immediata provenienza inglese, ma vanta una lontana origine francese.
La parola "fonte", infatti, appartenente al francese medievale, e a sua volta deriva dal verbo latino "fundere", che vuol dire "fondere" ma anche "versare".

Com'è facile intuire, il riferimento è ai caratteri mobili, che, a partire dall’invenzione della stampa moderna ad opera di Johann Gutenberg, venivano ottenuti versando in uno stampo il metallo fuso (una lega di antimonio, piombo e stagno). Una volta prodotti, i caratteri venivano allineati in modo da comporre le righe del testo da stampare. Poi, utilizzando una pressa, si “tiravano” le copie di ogni pagina.
La perizia dei tipografi diede vita, nel corso dei secoli, …

I premi Turing

Immagine
Tra un paio di settimane conosceremo i nomi dei Nobel 2013, ed ovviamente i bookmakers sono da tempo al lavoro per quantificare le probabilità di successo dei candidati.

Sappiamo bene che tra le sei discipline premiate dal prestigioso riconoscimento non figura la matematica. Molte teorie, peraltro non confermate, sono state formulate per spiegare questa mancanza. Secondo la più piccante, l'ideatore del premio, il chimico svedese Alfred Nobel, aveva scoperto che una sua amante lo aveva tradito con il famoso matematico Gösta Mittag-Leffler, molto stimato per le sue ricerche sulle funzioni analitiche e sulle equazioni differenziali. Istituendo un riconoscimento anche per la matematica, Nobel avrebbe rischiato grosso di vedere insignito proprio il suo rivale in amore, ragion per cui decise di eliminare la matematica dalle categorie del premio.

Proprio per compensare l'assenza di un Nobel per la matematica è stata istituita la Medaglia Fields. A differenza dei premi Nobel, questa o…

Nomi di numeri - Parte seconda

Immagine
D'accordo, "fantastiliardo" è una parola (scherzosa) che indica un particolare numero naturale, uno degli infiniti numeri naturali esistenti, e che non appartiene alla serie delle parole istituite "ufficialmente" per denominare queste quantità. L'espressione italiana ufficiale per indicare questo numerone è infatti "cento milioni di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi", e potremmo dire che fantastiliardo è un soprannome di questa espressione, un modo alternativo per scrivere questa quantità in parole.
D'altra parte, questo non è l'unico caso di nome "ufficioso" utilizzabile per indicare un numero.
Anche escludendo taluni casi speciali di numeri non interi, ad esempio π, e, φ, e così via, sono almeno tre i numeri che meritano una particolare menzione in questo senso.
In tutti e tre i casi si tratta di numeri grandi. Anzi, grandissimi. Ma che dico? Giganteschi. Ma andiamo per …

Nomi di numeri - Parte prima

Immagine
Che cos'è, in definitiva, un sistema di numerazione, se non un modo di dare dei nomi ai numeri?
Secondo un approccio "platonico", i numeri sono concetti astratti che esistono anche "prima" e indipendentemente dalle modalità attraverso le quali li possiamo denotare, ad esempio le parole con cui li nominiamo. Nulla ci vieta, quindi, di inventarci maniere diverse, e magari bizzarre, per denominarli.
Inevitabilmente, esistono sistemi più o meno buoni.
In un certo senso, il sistema più semplice consiste nel partire dal più piccolo dei numeri naturali e salire gradualmente lungo l'infinita sequenza, attribuendo a ciascuno di loro un nome di fantasia.

In un celebre racconto di Jorge Luis Borges (sempre lui), "Funes, o della memoria", incluso nella raccolta "Finzioni", il bizzarro protagonista si inventa un sistema di questo tipo:

«Dall’oscurità, Funes continuava a parlare. Mi disse che verso il 1886 aveva scoperto un sistema originale d…

Carnevale della Matematica #65 su Gli studenti di oggi

Immagine
Se non l'avete ancora fatto, vi invito caldamente a leggere il Carnevale della Matematica numero 65, uscito sabato scorso nel bel blog "Gli studenti di oggi" di Roberto "Zar" Zanasi.
(Dato che ci sono, colgo l'occasione per consigliare a tutti la lettura di "Verso l'infinito, ma con calma", libro scritto dallo "Zar" medesimo: un gustoso, accurato e divertente saggio sul vertiginoso tema dell'infinito in matematica).
Questa edizione settembrina è, nello stile di Roberto, sobria e incisiva. Come al solito, poi, il Carnevale si rivela generoso di contributi, alcuni dei quali (tra cui l'unico di Mr. Palomar, Parole informatiche: navigare) hanno seguito la traccia proposta, cioè la "navigazione".
Congratulazioni quindi a tutti i partecipanti e allo Zar, e appuntamento al prossimo Carnevale, che sarà ospitato dal fondatore Maurizio Codogno, con lo stuzzicante tema "Parole e numeri".

Parole informatiche: navigare

Immagine
La metafora marinaresca applicata all'esplorazione di internet ha una storia molto "antica".
Come scriveva Maurizio .mau. Codogno nel suo Gergo Telematico, l'uso del verbo "navigare" in ambito web è nato ancor prima della diffusione del web: probabilmente è da ricollegare al software HyperCard che la Apple lanciò negli anni Ottanta del secolo scorso e che rese popolare il concetto di "ipertesto" molti anni prima del boom della rete.
Il verbo "navigare" utilizzato nell'accezione di saltare da una pagina web all'altra mediante i link presenti nelle pagine stesse ha certamente il suo modello nell'inglese "to navigate".
In inglese c'è altro verbo molto usato con lo stesso significato, che è "to surf" (ad esempio, "to surf the net", "to surf the web", ecc.): in italiano si è plasmato un verbo corrispondente, "surfare", che però negli anni ha ridotto molto la sua diffusione.
Cod…